Irene Mascia 

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Irene Mascia, classe 2002, studentessa di Lettere Classiche alla Federico II di Napoli.

Scrive poesie dall’età di sette anni, raccolte in un quaderno ad anelli rosa; da allora, non ha mai smesso di appassionarsi a questo modo così affascinante di farsi domande che non necessitano di risposte. Partecipa al primo concorso di poesie di nascosto a 14 anni; vince il primo premio della sua vita. In quell’anno le vengono diagnosticati un disturbo d’ansia generalizzato e uno da depressione maggiore; racconta la sua esperienza attraverso poesie su fogli sparsi, sui quaderni di fisica e sul blocchetto della terapia.

Sempre nel 2016, iscritta al liceo scientifico, partecipa a un corso di studi umanistici e acquista, durante l’estate, la Medea di Euripide; si innamora e inizia a studiare il greco da autodidatta, per poi passare al liceo classico tra biennio e triennio. Nel 2021 l’esperienza della depressione diventa un libro: “Il Silenzio – Storia d’Amore tra Me e Me Stessa”, edito Aletti Editore e vincitore nella sezione “Nuove Voci” del Premio Intercontinentale “Le Nove Muse”. Devolve parte del ricavato alla no-profit di prevenzione suicidio Telefono Amico Italia. Sempre in quell’anno scopre l’associazione Poesie Metropolitane, nella quale entra a far parte attivamente; il suo modo di vedere la poesia cambia radicalmente, in una prospettiva sociale e di volontariato, al di fuori di ogni autoreferenzialità. Fonda così il blog Momenti DiVersi, dedicato agli autori emergenti in un connubio tra poesia, letteratura e attivismo per il sociale; nel dicembre del 2021 ne pubblica un’edizione cartacea. Nel 2022 ottiene una certificazione in Ancient Masterpiece of World Literature in modalità e-learning attraverso l’università di Harvard.

Attualmente, dedica tutta se stessa contemporaneamente allo studio del mondo classico e al progetto editoriale per il sociale con Poesie Metropolitane. Lavora alle seconda uscite cartacee di Momenti DiVersi e al suo futuro nel quale, a dispetto di ciò che le dice la società, crede fermamente. È sicura che poesia e cultura un giorno cambieranno il mondo.

Maria Romanelli è nata ad Arezzo il 24 ottobre 2001. Con il sogno di diventare interprete e scrittrice, ha frequentato un liceo linguistico. Tuttavia, l’ambiente ostile in cui si è ritrovata a trascorrere gli anni della propria adolescenza le ha fatto perdere la serenità e la fiducia in se stessa, destabilizzandola fisicamente e psicologicamente.

In seguito alla diagnosi di celiachia, Maria si è avvicinata al mondo dell’alimentazione, e per questo motivo ha deciso di intraprendere gli studi a Siena, frequentando la facoltà di Dietistica.

Sebbene i suoi studi siano proiettati verso l’ambito sanitario, Maria è impegnata nella promozione della libertà di pensiero ed espressione, e lotta contro ogni tipo di ingiustizia attraverso l’arte.

All’età di 13 anni ha pubblicato il suo primo romanzo intitolato “Gemelli Diversi: L’adolescenza vissuta da due differenti punti di vista”, tutt’oggi scrive racconti e poesie. Tra queste, la poesia “Condannati ad Essere Se Stessi” può essere letta proprio sulla versione digitale del blog Momenti DiVersi. Ad oggi, cura sul blog la rubrica "Tempesa del Pensiero".

Maria Romanelli

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ADRIANA CINARDO

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Sono Adriana Cinardo, ma il mio secondo nome per scelta è Futura. Ho scelto questo nome perché tendo a credere nel futuro seppur mi faccia un po’ paura. 
Classe ’99, ho iniziato a scrivere in seconda liceo linguistico grazie al mio professore d’inglese che si presentò in classe con un testo scritto da lui da perfezionare. La mia prima fiamma è stata la musica, più particolarmente il canto, e ancora oggi occupa uno spazio importante nel mio cuore. 
Non amo tanto le etichette, preferisco descrivermi come una ragazza che ha voglia di tirar fuori il fuoco che ha dentro e che vuole trovare il coraggio per andare fino in fondo. 
Mi reputo una persona non tanto pessimista quanto realista, non amo le frasi edulcoranti, cerco di raccontare sempre la verità e il mio punto di vista mettendoci sempre la faccia. 
Nella vita parlo tanto ma sono impacciata, quindi preferisco scrivere, riesco a riformulare meglio i pensieri e a nascondere la mia (apparente) timidezza. Quando butto nero su bianco le emozioni mi sento meglio, sento di star facendo qualcosa di utile per me e per gli altri. 
Spero di conservare la mia fame di comunicazione per tutta la vita e di non sporcarla.

Silvia parmigiani nasce il 23 febbraio 2001 a Modena, ma dopo pochi anni si trasferisce con la famiglia nel Bronx dove viene messa di fronte a realtà del tutto nuove a una giovane età. Entra subito nella National Elementary Honor Society grazie al suo ottimo rendimento scolastico. Dopo 2 anni si trasferisce a Londra e poi torna a Modena. 
Questi numerosi viaggi la rendono quasi cosmopolita, ma allo stesso tempo apolide. Soprattutto le permettono di imparare l’inglese che poi la avvantaggerà nello studio delle lingue sia al liceo, che all’università a Bologna. 
Attualmente è iscritta sia a Lingue e Letterature straniere sia a Filosofia, scelta presa dopo aver rappresentato l’Italia alle Olimpiadi Internazionali di Filosofia nel 2019. 
La passione per la poesia nasce in lei da una necessità più che da una volontà. Le troppe emozioni, sia positive che negative, sono riuscite a uscire solo tramite carta e penna. Ha pubblicato alcuni pezzi su delle antologie e ha una sua monografia intitolata “Un pendolo tra la vita e la morte”, prendendo spunto dal pendolo di Schopenhauer. 
Nel 2022 le viene diagnosticato un disturbo borderline di personalità che le permette di comprendere ancora meglio lo spettro delle sue emozioni e adesso l’obiettivo è entrare alla Scuola Holden di Torino per imparare meglio a scrivere quella vastità di emozioni che ha dentro di sè.

SILVIA PARMIGIANI

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..odero, si potero, si non, invitus amabo...

-Ovidio

 

“Sail Forth- Steer for the deep waters only. Reckless O soul, exploring. I with thee and thou with me. For we are bound where mariner has not yet dared go. And we will risk the ship, ourselves, and all.”
— Walt Whitman