INTERVISTE: una chiacchierata con Martina Annicelli!

Martina Annicelli è una giovane scrittrice napoletana, autrice del romanzo rosa Come una Piuma sull’Acqua, edito con la casa editrice Cherry Publishing nell’ottobre del 2020. Una storia d’amore semplice nella sua bellezza, un racconto in cui in molti potrebbero identificarsi; tutti fattori che hanno portato ad un ampio successo dell’opera, che personalmente ho avuto modo di apprezzare nonostante non rientri nel mio genere preferito. Tra i punti di forza, senz’altro la capacità dell’autrice di trasportarti nella storia, di farti conoscere i personaggi e di ritrovarli nella tua quotidianità... Insomma, tra colpi di scena e linearità di protagonisti, un esordio assolutamente ben riuscito.





Ma la sua avventura non finisce qui: infatti, proprio questo venerdì sarà in commercio la sua nuova pubblicazione, Eterno Finché Serve, edito sempre da Cherry Publishing- la trama è incredibilmente intrigante, sembra uscire fuori da ogni schema del romanzo classico d’amore e non vedo l’ora di leggerlo! A questo proposito, ho deciso di fare due chiacchiere con l’autrice... Se volete sapere di più del suo mondo, trovate tutti i contatti in fondo, dopo l’intervista!

A cura di Irene Mascia


-Ciao Martina, e benvenuta. Partiamo da una domanda che sicuramente nessuno ti ha mai fatto (e chiaramente, sono ironica): come ti sei avvicinata alla scrittura e perché?


Ciao a te e a tutti quelli che stanno leggendo in questo momento!

Come molti altri autori, mi sono avvicinata alla scrittura per necessità personale. Quando la realtà ci sta troppo stretta e ci soffoca, scrivere aiuta a liberarci e ci offre un mondo fatto su misura per noi. Ho iniziato da bambina con poesie e racconti brevi, ma poi ho capito che dovevo ampliare i miei orizzonti perché nella mia testa c’erano, e ci sono tutt’ora, migliaia di storie da raccontare.

-Credi che, in un futuro, tu possa dedicarti alla scrittura full-time? O hai altri programmi? Se sì, in che modo credi di conciliare l’attività di autrice e una tua futura occupazione?


Io ‘spero’ e sogno di potermi dedicare alla scrittura professionalmente. Proseguendo con i romanzi, ma dedicandomi anche ai graphic novel, avendo studiato sceneggiatura per il fumetto. D’altra parte, il mestiere dello scrittore è, sì, il più bello del mondo, ma è anche molto difficile. Io ci metterò tutta me stessa per far realizzare i miei sogni, ma intanto mi sto costruendo un piano B, studiando Ingegneria robotica. Sono divisa in due percorsi totalmente opposti, ma alla fine è ciò che contraddistingue la mia personalità: essere sia acqua che fuoco. Ad ogni modo, non abbandonerò mai la scrittura, è la mia vita.

-Parliamo della tua prima opera, “Come una Piuma sull’Acqua”. Possiamo dire che è stato un successo?


Assolutamente sì, e anche inaspettato! Devo ringraziare Chiara di Cherry Publishing per aver creduto nelle potenzialità della mia storia, mi ha regalato tante soddisfazioni. Per una sconosciuta come me, ritrovarsi i commenti di centinaia di persone, che hanno amato il mio stile, i miei personaggi, la mia storia, è stata un’esperienza insostituibile. E oggi attendono le mie storie come io aspetto quelle dei miei scrittori preferiti… è strano e bellissimo.

-Il romanzo, per chi non lo avesse ancora letto, è un romance delicato, con una protagonista dolce, particolare, tormentata dal’insidia dell’antropofobia e che trova se stessa solo nella lettura e nella scrittura: una ragazza in cui molte potrebbero identificarsi.

Ti ha ispirata qualcuno che conosci? Cosa c’è di te nella tua Iris?


In realtà non mi sono ispirata a qualcuno in particolare per Iris, però ho messo qualcosa di mio in lei, per esempio la passione per la scrittura o la sua razionalità in alcune situazioni. Ma ho messo del mio anche in Will, siamo entrambi empatici e cerchiamo di aiutare con tutti i possibili mezzi le persone a noi care.

-Domanda semplice e spontanea: come mai hai ambientato il romanzo ad Hokkaido, in Giappone?

Era necessario ambientare la storia in un luogo in cui Iris potesse sentirsi “a suo agio” e quindi molto lontano dalla sua vecchia vita. Il Giappone per me è un mondo estemporaneo, data la sua cultura e la sua storia. Come un tempo si ambientavano i romanzi d’amore in località esotiche e tropicali per far viaggiare i lettori verso una meta da sogno, allo stesso modo io prediligo il Giappone.

-In questi giorni stai gradualmente svelando sempre più particolari sul tuo nuovo romanzo, Eterno Finché Serve... Senza cadere in spoiler, ti chiedo: come avverti questo romanzo rispetto al precedente?


Eterno Finché Serve, pur essendo un romanzo d’amore come il primo, è profondamente diverso. È una storia molto più strutturata e particolare, anzi possiamo dire che sono tre storie. E se dovessi scegliere una sola tra le tre non saprei farlo, perché tutte hanno dei tesori nascosti e piccole chicche che stuzzicano me per prima!

-Il mare è un tema ricorrente, nei romanzi ma anche negli haiku che pubblichi sul tuo profilo. Come mai? Cosa ti lega a questo elemento naturale così suggestivo?


Credo che il mare sia il mio habitat naturale. Forse perché sono del segno dei Pesci, un segno d’acqua… Scherzi a parte, il mare è il “fil rouge” delle mie storie e lo sarà sempre, comparirà anche solo come un accenno, ma ci sarà sicuramente, perché mi rende libera e riordina i miei pensieri. È un istinto naturale e innato che mi lega al mare. Non vado oltre con le considerazioni personali perché potrei cadere in spoiler che riguardano la prossima storia…

Però, mi permetto di consigliare, a tal proposito, la poesia “L’uomo e il mare” raccolta ne “I fiori del male” di Charles Baudelaire. A tutti gli uomini, e le donne, liberi.

-Cosa è cambiato nella tua scrittura? E nei tuoi personaggi?


La mia scrittura è in continua evoluzione, cerco sempre di migliorarmi e credo di riuscirci man mano. Chi ha letto i miei lavori precedenti ha già notato una scrittura più matura nelle ultime storie, ma mantengo sempre una costante: l’essenzialità. Perché, come diceva Hemingway, “La prosa è architettura, non decorazione d’interni”. I miei personaggi evolvono e crescono con me, diventano sempre più maturi e dalle mille sfaccettature psicologiche.

-Personalmente, quale dei due romanzi preferisci e perché?


Personalmente, preferisco “Eterno Finché Serve”. Non voglio rivelare molto, ma sono più vicina ad alcuni personaggi, sono più complessi e mi hanno coinvolta di più. Ho raccontato di Will e Iris con la delicatezza e la leggerezza che contraddistingue la loro storia, il nuovo romanzo, invece, è un percorso articolato e intenso. Spero che possa travolgere i lettori come ha travolto me.

-Grazie mille per la tua disponibilità e non vediamo l’ora di leggere la tua nuova uscita appena sarà disponibile!


Grazie a te!



 

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