Io, mi conosco? Ed i miei personaggi? - Ne parliamo con Edmea Francesca Adelaide Caponnetto

Una ragazza solare ed a modo, un blog che si prodiga nella scoperta e nel raggiungimento di autori emergenti, ed un progetto editoriale sulla stessa linea dell'aiuto. Questa è Edmea Caponetto, autrice e designer di un libro che è tutto, fuorché un libro. Non si fraintenda: Io, mi conosco? è fatto di pagine che aspettano di essere scritte. Lei stessa lo ha definito libro partecipativo.


Un libro composto di quaranta domande che spaziano tra argomenti diversi - famiglia, amici, amori, e soprattutto se stessi - senza mai essere davvero banali. Le risposte non sono immediate e lo spazio lasciato per scrivere, per quanto immenso, sembra quasi essere riduttivo; l'invito della pagina bianca senza troppe cerimonie ti spinge a scrivere, a buttare fuori, magari anche a condividere.

Il diario ti guida verso un viaggio introspettivo senza eguali... Ma che io, personalmente, ho scelto di non intraprendere. Ho preferito un viaggio diverso.


Susanna (o Susan, se si preferisce) esiste, ma non del tutto. Abbandono i romanzi che scrivo a settimane alterne, sono incostante e provvisoria, e non ho mai davvero riflettuto sul lavoro di costruzione di personaggi e storia. Quando ho preso tra le mani il libro di Edmea ho immediatamente pensato di spogliarmi dei miei panni per vestire quelli di una protagonista che ha poco di me, o forse più di quanto voglia ammettere. Ho cercato di imitare la sua grafia, di parlare e scrivere a frasi spezzate e inconcluse, ho provato a costruirmi e a costruirla sotto la guida di quaranta domande.


"Io prima della nascita cos'ero? Un niente insignificante. E dopo la mia morte che sarò? Ecco, meglio non pensarci. Sarò la stessa cosa che ero, o meglio, che non ero. Sarò viva nei ricordi di poche persone così come ero già viva prima di esserlo nelle idee dei miei genitori. Forse la vita è questo. Passare da idee a ricordi. Aumentare il proprio cerchio. Ha senso?"


 

Insomma, Edmea è una ragazza che devo ringraziare per avermi aiutata a mantenere costante la fiamma di cantastorie, ma non prima di averle fatto qualche domanda. Se perfino nel suo libro fa parlare noi, si mette da parte, coglie l'esistenza della letteratura come socialità, è giusto che nel mio spazio sia io a concederle la parola come lei ha fatto con la mia stessa Susan.


-Ciao Edmea e grazie per essere qui! Innanzitutto vorrei farti i complimenti per il piccolo successo che sta riscuotendo il tuo libro partecipativo. Sarei curiosa di sapere come nasce quest’idea, quali sono le motivazioni intorno questo progetto.

Irene, per me è un grande onore essere tua ospite, ormai sei a conoscenza della stima che nutro nei tuoi confronti e ti ringrazio infinitamente. Parlando del mio libro partecipativo, l’idea l’ho maturata durante gli anni. Nell’anno 2018/2019 ho vissuto in Spagna per il mio splendido Erasmus, un percorso che mi ha completamente cambiata. Vivere da un'altra parte del mondo intensifica tutte le tue sensazioni, così ho pensato: scriviamo di questa esperienza! Ho sempre amato scrivere; pensieri sparsi su post it, o intere pagine che a volte ho condiviso ed altrettante volte ho custodito per me. Non ho mai avuto la vicinanza dei miei genitori, già da quando avevo quindici anni vivevo da sola, e si sa, quando siamo soli pensiamo molto. La soluzione per una mente piena di pensieri è la scrittura. Così ho appuntato tutte queste domande che mi sono passate per la testa, ed un giorno durante il post lockdown, quando avevo qualche difficoltà a reinserirmi nella vita di tutti i giorni, ho pensato “perché non condividere con gli altri questa sorta di guida?” Ognuno di noi ha bisogno di raccontarsi, è un esigenza che va soddisfatta e che aiuta alla sensibilizzazione.

*Per “parlare come mangiamo” porto un esempio concreto: se io ho subito un atto o più atti di bullismo, che possiamo inquadrare nella domanda “eventi che mi hanno fatto soffrire”, e lo racconto, lo condivido, scrivo come mi sono sentita e come non voglio mai più sentirmi, chi legge e prende consapevolezza della mia esperienza sarà più propenso alla sensibilizzazione verso gli altri ed alla condivisione di esperienze affinché questo fenomeno si riduca! (Anche se mi auguro scompaia del tutto)

Riallacciandoci a prima, oltre all’esigenza di raccontarci, abbiamo anche l’esigenza di esprimere i nostri desideri.

*Per esempio, la domanda “cos’è per me l’amore?” può sembrare una domanda banale, invece non lo è: spesso realmente non sappiamo cosa vogliamo, e quale modo migliore di scrivere e delineare i nostri sogni e desideri per concretizzarli?

Il mio libro è un progetto di sensibilizzazione sociale, può essere un antistress, ed anche un aiuto allo sfogo. La pagina bianca fa paura, ma nessuno meglio di noi può affrontare la vita!



-Stai anche tu completando il tuo libro? Oppure “osservi” da esterna la partecipazione altrui?

Anche io sto compilando il mio libro, alcune risposte le condividerò altre le terrò per me. Scrivo spesso la sera.


-Qual è la tua domanda preferita? Quella di cui ti senti più orgogliosa o che ti divertiresti di più a rispondere?

Senza ombra di dubbio la domanda che riguarda la nostra “serata perfetta”. Lì possiamo realmente realizzare cosa ci piace, e soprattutto cosa NON ci piace, e mi piace molto il fatto che questa domanda può anche essere argomento di discussione con chiunque!


-Alla fine del libro/diario, lasci il tuo profilo Instagram. Ti è capitato di essere stata contattata da qualcuno che aveva compilato le domande per parlarne con te?

Ho deciso di lasciare il mio contatto Instagram con i migliori propositi : sono stata già contattata ed ho ricevuto alcune risposte che mi hanno riempito il cuore perché ho aiutato, nel mio piccolo, qualcuno ad affrontare una sua debolezza o ferita. Fino ad ora i maggiori “acquirenti” sono stati coloro che fanno parte della mia community. Spero che il mio libro spazi al massimo!


-Il voler aiutare, il far parlare di sé per se stessi... Sono tutti obiettivi che mandi avanti anche sul tuo blog e la tua pagina Instagram. Da dove nasce questa passione per la condivisione? Come si sviluppa “scoprirelibri”?

Ho ideato la mia pagina con l’impostazione di un luogo sicuro e di discussione costruttiva. La passione per la condivisione l’ho sempre avuta, ma ho avuto un po' paura a dedicarmi alla promozione dei libri, siamo consapevoli di quanto sporco e quanta competizione scorretta ci sia. Io ho conosciuto tutte persone stupende e che sento spesso, sono super contenta di aver promosso libri validi che meritano di arrivare oltre il cielo e le stelle!



-Hai altri progetti in programma? Ti manterrai sulla stessa linea editoriale di questo diario anche in futuro, oppure c’è altro in serbo?

Ho un altro piccolo progetto simil-diario a cui sto lavorando però con un unico argomento. Ed anche un piccolo racconto : se andrà bene pubblicherò anche i seguiti.


-Grazie per il tuo impegno e la tua dedizione, sei una persona molto a modo e soprattutto gentile e preparata! Spero ci risentiremo presto!

Io ringrazio infinitamente te, anche se non sarà mai abbastanza. Sei una ragazza prodigio per quanto mi riguarda, per ogni tua richiesta la mia porta sarà sempre aperta!


 

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Il blog "scoprirelibri": https://scoprirelibri.blogspot.com/

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