#PoesieEmergenti: “Il Politichese e le Parole Inutili” di Elio Messina

IL POLITICHESE E LE PAROLE INUTILI


Piovono parole che feriscono la mia morale

Non ho voglia di parole che mi riempiono la testa

che mi facciano sentire sciocco

Parole incapaci di sfamare e dissetarmi.

Parole incomprensibili

che avvelenano

e uccidono la mia anima.

Io ho bisogno di sentire voci che mi chiedono,

Parole di chi guarda

con i miei stessi occhi,

che guardino chi soffre senza paraocchi.

Ho bisogno di parole che mi ascoltino,

che accarezzino il mio cuore

Che mi facciano sperare in uomini migliori


Elio Messina

Biografia

Elio Messina nasce a Napoli il 26 novembre del 1966,è dalle scuole elementari che mostra grande interesse per le materie artistiche. Prosegue gli studi diplomandosi in elettronica industriale presso l’ Itis Augusto Righi di Napoli senza mai rinunciare al suo interesse per l’arte a cui dedica maggiore spazio. Titolare di un' azienda operante nel settore elettrico ed elettronico affianca alla passione per la pittura, la fotografia ed il piacere per la scrittura.


 

Le parole sono il mezzo che diventa protagonista dell’opera di Elio Messina, lo stesso mezzo attraverso il quale la stessa poesia è scritta. La prospettiva sfuma dalla metapoesia al metadiscorso, prende i connotati della politica e si chiede: ma questa politica cos’è?

È una serie di dialoghi offensivi in una prospettiva non soggettiva, una disumanizzazione collettiva di cui solo un artista può farsi portavoce? Oppure è un semplice mondo di legami? Le parole, l’arte, possono essere politica?

Nel porsi la domanda Elio Messina trova una disperata risposta, un senso incredibile di buono: parole che sappiano ascoltare.

E lo dice con una poesia: un insieme di parole che ascoltano i suoi stessi quesiti.


Irene Mascia

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