Femminismo al Maschile

Sì, il titolo è volutamente provocatorio.

Come fa un femminismo ad essere maschile?

Ma il femminismo non lottava per i diritti delle donne?

Oggi è la Giornata Internazionale della Donna e ho letto tante prese in giro, tanti sfottò, tanti meme contro le lotte e le rivendicazioni femministe da parte di maschi alpha e, purtroppo, anche donne. Dunque, al di là di ogni discorso sociale e ogni excursus sociologico o antropologico, al di là della definizione stessa di femminismo che intende la parità di genere, e non la supremazia femminile (ma per questo basterebbe aprire un dizionario), vorrei presentare, in modo crudo e diretto, una serie di esempi per cui la cultura patriarcale che la lotta femminista vuole distruggere crei effettivamente danni anche alla popolazione maschile.


In parole povere: il femminismo lotta anche per i diritti degli uomini, perché lotta per i diritti di tutti. Non vorrei essere io a dirvelo, ma l’uguaglianza prevede più parti- in questo caso, tutti i generi. Non solo le donne.

 

Patriarcato è essere un bambino e dimostrare a tuo padre che sei forte, che non piangi mai, perché è “una cosa da femminucce”.

È tua madre che chiama tua moglie per dirle “ma che, fai stirare mio figlio?” quando sei stato tu a scegliere di collaborare (giustamente).

È il rifiuto del capo quando chiedi di lavorare meno ore per poter stare con tuo figlio perché “se ne occuperà la madre”.

È l’uomo che ha stuprato o molestato quella ragazza che ti piace, che comprendi, che ti ama, ma ha un trauma troppo forte per aprirsi con te.

È l’essere considerato “debole” se hai una malattia mentale, perché gli uomini depressi sono uomini che non hanno abbastanza palle.

È la gente che va in giro a dire che sei schiavo di tua moglie, se lei esce una sera e tu decidi di restare a casa con i bambini.


E ancora.

Sono gli uomini vittima di stupro di cui però non si parla mai, perché l’uomo non dice mai di no alle donne, è impossibile.

È il “non puoi mettere quella maglia attillata se hai quella pancia” e le battute sulle dimensioni del tuo pene.

È la difficoltà ad ammettere che sei bisessuale, perché le donne lo sono un po’ tutte, gli uomini bisex sono essenzialmente gay impauriti.

È la paura nel confidare al tuo migliore amico che sei gay, perché “ci siamo fatti la doccia insieme”.

È la suocera che ti dice “non capirai mai il parto, quindi stanne fuori, non puoi fare nulla per lei.”

Dover nascondere i propri tormenti interiori. Non poter star male per una relazione finita.

Essere un bambino a cui deve piacere per forza il blu.

Non essere troppo romantico, quelle sono cose da ragazza.

Essere considerato “un fr*c1o” se non vuoi toccare il culo della tua compagna alle medie.

Gli amici che ti danno dello sfigato solo perché non ci provi con le ragazze in discoteca.

Essere ucciso dalla compagna ma fare meno scalpore.

Patriarcato è la cultura che vieta alle donne di essere forti e agli uomini di essere deboli. È un problema che abbiamo tutti noi.

Ed infine, non perché la lista sia terminata, dover ascoltare uomini che non hanno capito quanto il femminismo serva anche a loro, dire, senza supporto di fonti, che siamo diventate peggio dei nazisti e che vogliamo tutti gli uomini alla gogna.

 

NB: a Roma gli uomini hanno tenuto un flash mob contro la violenza sulle donne. La marcia si è estesa da Potenza a Biella. Il titolo, “Uomini per le Donne”.

Questa solidarietà ci porterà alla vittoria. Siete stati incredibili.

Grazie.


Per approfondire il movimento “Uomini per le Donne”: CLICCA QUI

 

Il mio intervento contro la violenza di genere alla manifestazione del 28 gennaio 2020 a Pollena Trocchia (NA), per ogni chiarimento: https://www.instagram.com/tv/B_Xoe5nAG2F/?igshid=6jwgzfxpcipy

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