Poesie Emergenti: Nicola Polcaro

Stanotte sfiguro il mondo con una mazza da golf,

Leggo la mano da giocatore consumato,

È una finta fatta su un cuore vero,

Anni di morsi sulle labbra per non dire,

Disagio sentito come una mina in guerra, sotto i piedi,

Ho stretto denti da non vedere più la bocca,

Mia nonna lavorava fino a sera il mio amore,

Me lo cuciva addosso, lo provavo davanti allo specchio,

le sue mani erano la mia maglia nuova, il vestito che non toglievo, neanche la notte,

Non conosceva il mio nome, sapeva solo baciarmi, senza farmi svegliare


Nicola Polcaro



Quella di Nicola Polcaro è una poesia che sa di dolcezza, un mondo adulto guardato dagli occhi di un bambino che conosce, intenso, una sola marca di abiti: l’amore della nonna. Il dolore adulto si scioglie come miele, si percepisce il disagio, i morsi, talvolta il sangue, le mine sotto i piedi e quelle esplosioni che proprio non ci si riesce a spiegare. E sulla scena apocalittica di un uomo che gioca a leggere mani e vuol sfigurare il mondo con una mazza da golf compare la nonna, che nel suo spiraglio non conosce nomi, sa solo baciare.

Così si capovolge tutto, così si può ricominciare, e la poesia riprende il suo corso infinito in un mare di reinterpretazioni. Irene Mascia


 

Nicola Polcaro è l’autore di una silloge poetica, edita Europa Edizioni, dal titolo “Lasciatemi fiorire di notte”.


Link per l’acquisto: https://www.ibs.it/lasciatemi-fiorire-di-notte-libro-nicola-polcaro/e/9791220109086


«Si avverte tra le pagine un involontario percorso, poiché anche se non esplicitato in maniera evidente ogni componimento sembra la tappa di un viaggio, un passo in un’esperienza, non necessariamente in una sequenza temporale e senza un evidente riferimento ad un “fatto”, ma il risultato è che ci sentiamo messi a parte di quell’arricchimento dell’animo umano che deve aver raccolto tra le sue mani su questa strada verso una non-meta. Sono versi, questi qui raccolti, in effetti, che ricordano più un prosimetro, un racconto in versi, e quando sopraggiungono parti più graficamente narrative le avvertiamo ancora più come una sorta di flusso di coscienza, un dispiegarsi di pensieri liberi.»



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