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PoesieEmergenti: L’Infinito di Romilda Barbato

L'INFINITO


Cosa stai cercando?

Cerco un motivo, una speranza.

Cerco ovunque...

tra la gente, nei libri, nei cuori,

tra cumuli di superficialità

di un mondo

pieno di tanto,

troppo,

forse niente.


Da un Vulcano

una forza duella,

scardina il tappo dell'indifferenza...

Dai tasti bianconeri della vita

compone il puzzle delle emozioni


Un giovane talento

compone brani..

danzando con la mente sulle onde del mare

In essi tesse affetti lontani

e le sue mani svelte e ignare

rapiscono cuori,

bagnati dal pianto.


Una speranza ho trovato

laddove non ho cercato.

Quella sera un dono inaspettato

l'Infinito ho trovato.


Romilda Barbato



Qual è il senso della vita?

È un quesito che non può che assalirci, talvolta con panico e preoccupazione. È la domanda che ha mosso uomini, artisti, poeti, musicisti, così lontani nel tempo e nello spazio e che in comune tra loro avevano e hanno solo la testarda patina di sommessa umanità. Ed è lo stesso slancio che apre le quattro strofe di Romilda Barbato. L'autrice in un gioco di punteggiatura e di contrasti vuole riprodurre l'effetto del cumulo di superficialità che nel giro di qualche secolo ha prodotto più di un senso, più di un significato, fino a rendere il tragitto dell'esistenza un'accozzaglia di oggetti e sensazioni senza capo né coda, che soccombe non per l'assenza di senso ma per la sovrapposizione e l'accumulo dei suoi infiniti; in questo modo la vita si legge su tasti bianconeri, più che monocromatici semplicemente esistenti nelle sfumature leggere dell'assenza e della mancanza di luce.

È proprio qui che il verso cambia. Si addolciscono le parole ed esce, come nel binomio dicotomico che ha visto poesia e musica nascere contemporaneamente, un nuovo spartito. Dai tasti bianconeri, dall'alternarsi intenso di luce e ombra nelle migliaia di sfumature possibili, come su di un pianoforte nasce una melodia splendida.

E in una strofa finale a quattro versi in rima baciata, la più semplice possibile, l'infinito smette di essere caos e ritorna ciò che è dietro la siepe. Le migliaia di possibilità del mondo moderno si assottigliano in un'unica, splendida, emozione.

Allora, qual è il senso della vita?

Soprattutto: ha davvero importanza chiederselo?

Irene Mascia



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